I sismologi e la sorpresa del Nordest: "Non è più immune dal
rischio". Alla base del sisma il movimento verso nord della placca
adriatica, in corso da tempo di ELENA DUSI
ROMA - L'allarme suona
immediatamente. I pennini hanno appena iniziato a ballare sul rullo di
carta cerata che gira a velocità appena percettibile. Nella sala sismica
dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), a Roma, la
scena si è ripetuta più di cento volte dall'una del mattino (primo
tremore: 4,2 di magnitudo) alle cinque del pomeriggio, passando per la
scossa più violenta, di magnitudo 5,9 delle 4:03, e per l'allarme rosso
alle 15:18, magnitudo 5,1.
A ogni suono della sirena un
sismologo analizza la forma dell'onda sismica, localizza l'epicentro,
calcola la magnitudo, e un punto rosso si aggiunge sul maxischermo che
mette insieme tutte le scosse di quest'ondata che non vuole saperne di
scemare. Unendo gli epicentri dello sciame appare una striscia di 30 km
che corre da est a ovest. Lì, nel sottosuolo, la placca adriatica si sta
agitando. Spostandosi verso nord-est alla velocità di 4 millimetri
all'anno, e sollevandosi nello sforzo di cavalcare la Pianura Padana, la
faglia si è spaccata. Ora, come una molla, sta rilasciando l'energia
compressa. Il tremore ieri notte è stato avvertito da Bolzano a Rieti e
da Torino a Trieste. Perfino il rombo si è fatto udire in tutta la
Pianura Padana.
A ogni suono della sirena un sismologo analizza la forma dell'onda
sismica, localizza l'epicentro, calcola la magnitudo, e un punto rosso
si aggiunge sul maxischermo che mette insieme tutte le scosse di
quest'ondata che non vuole saperne di scemare. Unendo gli epicentri
dello sciame appare una striscia di 30 km che corre da est a ovest. Lì,
nel sottosuolo, la placca adriatica si sta agitando. Spostandosi verso
nord-est alla velocità di 4 millimetri all'anno, e sollevandosi nello
sforzo di cavalcare la Pianura Padana, la faglia si è spaccata. Ora,
come una molla, sta rilasciando l'energia compressa. Il tremore ieri
notte è stato avvertito da Bolzano a Rieti e da Torino a Trieste.
Perfino il rombo si è fatto udire in tutta la Pianura Padana.
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